Pensiero artistico 

Agire con il desiderio di non lasciare l’emozione visiva dell’optical-art (mio primo modo di espressione artistica), la razionalità dell’astrattismo geometrico e il piacere dell’azione libera tipica dell’arte informale, mi portò nei primi anni del nuovo millennio a valutare l’uso di molteplici ed eterogenei materiali che mi avrebbero permesso di evitare di incagliarmi in spazi già percorsi da molti artisti e sviluppare un linguaggio visivo più personale, articolato e complesso.
Materiali di tutti i tipi: pietre, legni, sabbia, tessuti, carta, ferro, ecc. ecc., residui di un non più uso e funzione, costituiscono partizioni in seguito addizionate nello spazio tela in cui la comunicazione è decisa. Creare un’opera, pertanto, assorbendo l’intensità degli elementi coinvolti ponendoli nell’attesa di significato relazionale; il contatto con la materia si concretizza in un continuo scambio. La fase che precede la realizzazione dell’opera, è una riflessione lenta e articolata, semplicità del gesto che pone l’oggetto/materia/colore in un determinato spazio, la loro struttura fisica funzionale si manifesta, il tutto diventa significante, simbolo, protagonista di messaggio o parte di una narrazione.
Grande forza e importanza assumono la volontà di analizzare l’intervallo di vuoto che esiste tra l’oggetto/materia trovato e l’atto d’invenzione che consiste nel "giusto porre". Giusto porre che è attesa, silenzio che si sviluppa proiettando le immagini mentali e le intuizioni che derivano dal sapere addizionato e stimolato. Il fascino del creare contenuto che semplicemente è.  
Contenuto e contenitore sono complementari alla trasmissione della comunicazione emotiva e concettuale. Entra in gioco anche la scrittura, se prima presente come sorta d’ideogramma (nella fase informale), in seguito si articola e sviluppa in forma composta di lettere, segni/simboli posti in successione/addizione che solo l’immaginazione dell’artista carica di significato emotivo/comunicante. Sono figure portatrici di forma che diventano suono.
Il frequente uso di crocette non fa mai riferimento al doloroso simbolo cristiano ma il significato dato è ascrivibile a più varianti, quali: matematico, inteso come addizione d’esperienze e pensiero, incognita come percorso non conosciuto, geometrico come intersezione tra due linee ovvero punto di contatto fra la linea orizzontale (come afferma Battiato ci spinge verso la materia) e quella verticale (sempre come afferma Battiato ci spinge verso lo spirito) con la variante della posizione diagonale intesa come tempo in divenire ascendente o discendente.

Tutti questi elementi sono inseriti su tele di forma quadrata di varie dimensioni (30x30, 40x40, 60x60) fissate su pannelli di ferro nero che permettono loro di espandersi protese verso il fruitore e protette nello spazio dal rumore visivo che le circonda.